Telecom Italia, Twitter e URL shortening

(sì, lo ammetto: con gli operatori telefonici, e in particolare Telecom Italia, ho il dente avvelenato, ma questo post non nasce – solo – da questo mio stato d’animo nei loro confronti)

Per i due al mondo che non lo sanno ancora, Bit.ly è un sito che fornisce un servizio di url shortening: voi gli mandate un url lungo e/o difficile da ricordare (teniamo a mente queste parole: lungo e/o difficile da ricordare) e loro ve ne offrono un altro, più breve e personalizzabile, da utilizzare in e-mail, social network, e quant’altro.

Fin qui tutto bene, presumo, giusto?

Ok.

Vediamo ora questo tweet, e cerchiamo di capire perché è esilarante:

Facendo clic sull’URL http://bit.ly/Telecom_Italia (21 caratteri, non considerando l’http:// iniziale) si viene rimandati su http://www.telecomitalia.it (20 caratteri, che possono diventare 16 se si omette anche il “www.” iniziale), quindi l’URL breve non è più breve dell’originale.

Credo sia superfluo dire che non è nemmeno più semplice da memorizzare:  è necessario ricordarsi quell’underscore tra “Telecom” e “Italia”, oltre al bit.ly all’inizio.

Qualcuno potrebbe obiettare dicendo “vabbé, ma magari un domani cambiano l’URL di destinazione, così non sono obbligati a fornire quello: tu continui ad andare su bit.ly/Telecom_Italia e loro ti rimandano all’indirizzo nuovo”.

Già. Peccato che, a parte l’improbabilità dell’evenienza (Telecom Italia che cambia il proprio sito padre?), la destinazione di un URL breve non sia più modificabile dopo la creazione.

Infine, e questa è forse la cosa più ridicola, tutto ciò che viene dopo “bit.ly/” è case sensitive: è cioé necessario ricordarsi le maiuscole. Non ci credete? Provate ad aprire il link http://bit.ly/telecom_italia e guardate dove andate a finire.

 

Per farla breve, insomma, si tratta dell’ennesima dimostrazione di come strumenti utili in mano a gente che non sa bene cosa farsene diventano spesso ridicoli, e contribuiscono a rendere (ancora più) ridicolo chi li usa a capocchia.

 

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